UN simpatico traceroute grafico

26 Agosto 2007 1 commento

Mame project started

23 Agosto 2007 Nessun commento

Salto nel buio

20 Agosto 2007 Nessun commento

Perchè brutto?

1 Dicembre 2006 5 commenti

Conosco gente che quando non sa cosa scrivere nel proprio blog copia e incolla il testo di qualche canzone, qualche citazione, giusto per riempire quello spazio vuoto. Io semplicemente non scrivo. Niente di personale, semplicemente ho bisogno di sentire quello che scrivo.
C’è una canzone. é quella che mi gira da un po’ in testa, è così dolce, e pare che abbia molto a che fare con gli avvenimenti di questi giorni. Ho sentito Dormi dei Subsonica la prima volta qualche anno fa, me ne sono immediatamente innamorato, succede molto di rado che mi piaccia un pezzo al primo ascolto :)
La locomotiva, di Guccini, è una di queste. Dormi, sicuramente quella che più mi ha emozionato. Ve la dedico, se avete il disco dei Subsonica ascoltatela, lasciatevi cullare dalle sue sonorità, così intense. E’ un periodo in cui mi rifletto molto in queste frasi. Nel bene, o nel male.

Come l’acqua

11 Novembre 2006 Nessun commento

Fluida e avvolgente pervade i sensi col suo calore. Cosa può fermarla? Avvolge morbida la pelle odorosa, bagna le labbra ma non le disseta, le rende di fuoco avide e suadenti.
Fluida e avvolgente ricopre pensieri e momenti, rendendoli uno, poi ancora tutto, al tatto lasciva, pacata e libera di natura creata.
Come un ruscello scorre impazzito nel suo letto, apre passaggi, si fa strada tra i boschi, si insinua e riappare, si insinua e riappare, si insinua e riappare, in un tumulto di onde e rapide.
Il dolce sapore si appropria della mente, dei sensi più intimi, scorre a ritroso la sua sorgente, scava ed erode ogni scrupolo lasciando riaffiorare desideri da sempre celati dal limo.
Umida ambasciatrice di piaceri e sorrisi, espressioni franche e sincere, piccoli sussurri, profondi sospiri, onde infuriate e torrenti di pace.
Sfocia in un mare ad occhi chiusi, dirompente e improvvisa, colma un vuoto accogliente, poi pace, silenzio, e ancora calore.
Così è la passione, onde e brezze, dolci parole di vento, dolci gocce da assaporare.

Il colore rosa

9 Novembre 2006 Nessun commento

La scrutava con l’aria un po’ svanita di chi viene buttato, nudo, in mezzo alla sala del ballo delle debuttanti mentre uno stuolo di madri vanitose aspettano trepidanti sotto alla scala. Non che si sentisse a disagio, anzi, per la prima volta dopo anni si sentiva veramente bene.
L’aveva incontrata, almeno, la sua voce, un po’ per caso, e l’aveva immaginata in mille e mille ancora sguardi diversi. Non sapeva in realtà chi si sarebbe, forse, trovato davanti, ma non gli importava più di tanto.
Al tavolo del ristorante non ce la faceva a guardarla fissa negli occhi, come sei bella… e pensare che la gente invecchia con gli anni, perchè con lei questa legge universale non aveva influenza? La ascoltava senza interromperla, affascinato dalle sue labbra lucide, perfette, che sembrava profumassero, e la sua voce dolce e sibillina. Chissà. Se lo ricordava bene, quel viso, quegli occhi, ma lo avevano sempre guardato con aria diversa, ora era tutto diverso, stentava a crederlo. Se fosse sempre stato così forse… La sua vita era vita, non aveva rimpianti di alcun tipo, aveva un anello al dito uguale a quello della donna che aveva da poco sposato, idee grandiose e farfalle nello stomaco.
Le parole correvano, da una parte all’altra della piccola tavola, l’atmosfera era di quelle di una volta, bellissima.
Si parlavano di amici, di scelte, di amori e di incomprensioni. Fu duro separarsi, freddo e cinico, ma andava fatto, purtroppo. Si salutarono come due veri amici, si volevano un po’ più bene, fu l’abbraccio più bello della sua vita, quel calore e quel profumo erano qualcosa di magico.

Capì allora che l’amicizia poteva essere davvero inseparabile, e che nemmeno il tempo riusciva a intaccarla. Era emozionato, ma sereno. Decise che avrebbe fatto di tutto per non perderla più, con il sorriso sulle labbra e gli occhi un poco sognanti, girò l’auto e se ne andò. Non era troppo tardi per rendersi conto di non essere mai stato veramente solo :)

Alle kakkole del naso tu ci devi fare Kaso (Skiantos)

9 Giugno 2006 Nessun commento


Wikipedia così definisce quella che chiama “La genesi della caccola”:

Il muco prodotto nei bronchi, che negli individui sani ha lo scopo di liberare le vie respiratorie dagli agenti estranei, viene trasportato su per la trachea e infine nel naso dalle ciglia. Nella risalita il muco perde per evaporazione gran parte dell’acqua di cui è costituito e di conseguenza la sua fluidità diminuisce.

Nella cavità nasale rimane allora rappreso il residuo del fluido. La transizione da muco a caccola ha un confine incerto. Simile è il discorso per le caccole degli occhi e delle orecchie, vi è sempre un muco che poi rapprende lasciando infine la caccola.

A volte si possono conglomerare con polvere di vario tipo, particolarmente fine, che rimane imprigionata nella peluria del naso.

Insomma, ammettiamolo. L’arte di cavarsi capperi dal naso è una delle più piacevoli attività alle quali ci si abbandona facilmente in momenti chiave della giornata, come l’attesa al semaforo, in coda al supermercato, mentre si guarda la tv o il criceto che si fa la doccia o si aggiorna dopo settimane di latitanza il proprio blog. Il gesto richiama l’antica caccia alle termiti, ora praticata soltanto da alcune scimmie che, tra l’altro, non ci è dato sapere se oltre alle termiti cacciano anche i propri fastidiosi sampietrini verdastri.

Pare che la parte più rilassante dell’intera operazione sia quella denominata “Compattamento”, durante la quale con accuratezza estrema si lavora la palletta cerulea fino ad ottenerne una sfera pressochè perfetta. E’ un mistero come ciò possa accadere, ma vorrei ricordare ai lettori (pochi, coatti e lievemente masochisti) quanti altri mille e mille misteri circondano con il loro alone la nostra misera esistenza. Nonostante ciò non ce ne curiamo minimamente, anzi, a dirla tutta, ce ne sbattiamo proprio le balle.

Ebbene sì, siamo macchine con un unico scopo: secernere muco.
E lo facciamo con una disinvoltura affascinante, senza troppo preoccuparci dei nostri scrupoli secerniamo e secerniamo, chili e chili di muco, la maggior parte del quale finisce col diventare un simpatico proiettilino molliccio. Ecco, la consistenza della palletta appiccicaticcia può variare moltissimo, generalmente in base alle ore di lavorazione alle quali è stata sottoposta. Più lunga e accurata sarà stata l’operazione, più asciutto e compatto sarà il risultato.

Vuole la tradizione che la pallina sia abbastanza asciutta da staccarsi dal dito al primo tentativo, ma abbastanza ricca di umidità da aggrapparsi con tenacia all’obiettivo e diventare tutt’uno con lo stesso. Inoltre più è asciutta e migliore sarà il suo cx, ossia il coefficiente di penetrazione aerodinamica. Conta molto anche la dimensione del proiettile… e di conseguenza il suo peso.

Il modo classico di lanciare sul bersaglio consiste nelposizionare la sferetta al centro del polpastrello del pollice, posizionare l’indice della stessa mano tra le due falangi del pollice stesso e premere fino a vincere la resistenza della giuntura, facendo scattare l’unghia dell’indice contro l’agglomerato da lanciare. Il gioco è fatto.

Affinare la mira potrebbe sembrare un’operazione da poco, ma potrà darvi innumerevoli soddisfazioni una volta ben compreso il meccanismo di lancio, buon divertimento!

La natura delle cose.

25 Aprile 2006 Nessun commento

Non mi è mai piaciuta la politica, come tutte le cose di cui non capisco una cicca. Ci stanno quelli di destra che si rasano i capelli, così non si appiccicano tra loro, e fanno casini allo stadio. Poi ci sono quelli di sinistra che i capelli se li fanno crescere un sacco e se li appiccicano tutti tra loro, e anche loro fanno casini allo stadio. Poi ci sono i moderati, come Dj Francesco, che si rasano solo metà testa e, sinceramente, allo stadio non l’ho mai visto…
Io, per non farmi nemico nessuno, non dico di essere nè di destra, nè di sinitra, però si arrabbiano sempre tutti con me, lo stesso, perchè dicono che si son rotti i coglioni di sentire Dj Francesco in sottofondo quando mi telefonano, e così son rimasto senza amici. Pazienza, la politica rovina un po’ tutti, perchè non dovrebbe farlo anche con me?

La ditta del tonno in scatola ancora non mi ha risposto… forse se ne sono accorti anche loro e stanno cercando di disfarsi di tutte le scatolette prodotte finora facendole passare per scorie nucleari (molto meno pericolose) e rifilarle a qualche paese dell’estremo oriente per i loro esperimenti con le bombe termiche.

Però ho scoperto una cosa, anzi due, che hanno a che fare con la TIM: la prima (che non riguarda nulla col tonno, e nemmeno la seconda) è che se chiamate il 119 e volete parlare con un operatore non dovete fare nulla, ma proprio nulla… ascoltatevi tutte le opzioni, ascoltatevi tutta la predica della vocina che dice di controllare che il vostro cellulare non abbia il disco selettore ma i toni dtmf e riascoltatevi di nuovo la vocina che elenca tutte le possibili scelte. Alla fine spunterà anche lo zero, se lo premete parlerete con la fanciulla (o il fanciullo) che tanto desideravate. Altra cosa… se a casa vostra improvvisamente non c’è più campo e avete in mente di chiamare il 119 per segnalarlo, bhè, dite che la situazione è così da più di 24 ore, altrimenti non apriranno la chiamata.

Mi scuso in anticipo con tutti gli operatori che so si fanno un mazzo tanto per rispondere agli scassamaroni come me, però aspettare 24 ore per poter soltanto AVVISARE i teNNici che qualcosa non va mi pare tantino…

E’ tutto un magna magna!

Tonno e Vampiri

23 Aprile 2006 2 commenti


SOno contento, sono un uomo felice.
Al supermercato ieri ho visto una nuova insalata di tonno, di quelle pronte nelle scatolette che di solito quando le apri senti quel profumo di kitekat che però riesci comunque a mangiare tranquillamente senza troppi problemi.

Bene… stasera mi son messo davanti al pc, con una birra, una forchetta e la scatoletta tanto desiderata. L’ho bramata, l’ho cercata, l’ho sognata, l’ho sperata, l’ho aperta. E l’ho buttata.

All’unisono con il rumore dell’apertura ho sentito il tonfo sordo di una povera zanzara che si trovava poveralei a passare nei dintorni. L?ho trovata stecchita a fianco del mouse. Ho capito solo dopo perchè… in fondo le zanzare hanno un nonsoche di vampiresco, succhiano il sangue come le mogli divorziate, e a sentire l’afrore di aglio provenire dalla scatoletta in questione s’è sentita male, poveretta, cozzando contro il monitor come il piper del Pirellone.

Non pensavo che ci potesse stare tanto aglio in una scatoletta di tonno.
Ho preso le pinze del caminetto (no, non ce l’ho il caminetto, ma non è che quando vai a comprare le pinze ti chiedono la foto della sala) e l’ho gettata in un sacchetto, l’ho chiuso e l’ho sotterrata in giardino. Ne ho tenuta una (la scatola è da due lattine) e mi son ripromesso di inviare una mail a BinLAden per proporgli una nuova arma chimica.

Nel frattempo ne ho inviata una al servizio consumatori dell’azienda produttrice. Vi copio il testo per intero:

Buongiorno.
Mi permetto di inviarVi questa mail per chiedere chiarimenti sulle Vostre modernissime attrezzature che Vi consentono di ottenere prodotti tanto straordinari. Nella fattispecie, la mia curiosità ha a che vedere con le nuove insalate “XXX”.
Leggo negli ingredienti che tra il tonno (30%), le patate (27%) e i fagiolini (27%), rimane soltanto un 16% di spazio per olio di oliva, acqua, sale, basilico, pinoli ed aromi naturali. Perdonatemi, non sono un matematico, ma i conti non mi tornano…

La mia domanda a questo punto è… con quali inimmaginabili ed avveniristici mezzi siete riusciti a infilare nella scatoletta più del 100% del volume disponibile, inserendovi anche un buon 50% di aglio???

Curiosissimo, attendo una risposta :)

Vi farò sapere cosa mi risponderanno (se lo faranno…)

Kisses

Che sonno!

23 Aprile 2006 1 commento

Ok, dite tutti che sono pigro, che non ho voglia di fare niente, che non aiuto in casa… avete ragione! Ho così tante idee in testa che occupano il 99% della capacità di elaborazione del mio cervello, ovvio che non posso poi fare altro, che cavolo, ma cosa pretendete, che vada in tilt?

D’altra parte alcuni di questi progetti sono in via avanzata di realizzazione, mica solo idee insensate a fondo perduto :D
Il bromografo, ad esempio… ho praticamente tutto il necessario per iniziare la costruzione, manca solo la voglia… ho la scatola, ne ho diverse a dire il vero, ho i tubi UV, ho starter e reattori, ho l’interruttore con filtro di rete (se volessi associare un temporizzatore sarebbe l’ideale). Manca il vetro e qualche rigolino, ma dovrei avere in magazzino qualche angolare di alluminio che dovrebbe fare al caso mio. La realizzazione del bromografo sarà di volta in volta seguita sul mio sito, http://salegrosso.altervista.org non appena avrò qualcosina da pubblicare, e verrà usato penso per costruire un multiplexer video in gradi di riconoscimento video e registrazione automatica da più webcam. Anzi, da microcamere in tutto e per tutto, con uscita audio e pal… Questo per poter implementare al meglio il sistema antifurto che sto per installare a casa, anche la sirena sarà autocostruita e il più sicura possibile. IL bromografo mi sarà veramente d’aiuto per creare i pcb delle espansioni. Potrei anche costruire un combinatore telefonico con tutti i telefoni scassati che ho nel cassetto della scrivania eheheh :D Cavoli, verrà bene :) Appena andrò a Torino cercherò di passare dal mio pusher di materiale elettronico per comprare i sensori PIR e volumetrici. Non so se potrò installare i sensori di apertura porta via radio, costano un’occhio della testa, e io ho già dato…

Alla prossima puntata siori e siore, vedremo che succede, chi vivrà vedrà e la gatta frettolosa fece i gattini deficienti.

S